Emanuela Loi – La ragazza della scorta di Borsellino
“Ancora adesso, quando mi capita di aver paura di qualcosa, mi concentro e respiro a lungo. Così riesco a controllare la paura: questo è il vero coraggio, me l’ha insegnato Emanuela”
Di: Eleonora Frida Mino e Roberta Triggiani
Con: Eleonora Frida Mino
Visual e video artist: Giulia Salza
Collaborazione alla messa in scena: Davide Viano
Movimenti scenici: Raffaella Tomellini
Scenografie: Valentina Savio, con la collaborazione di Luca Vergnasco
Montaggio video: Angelo Santorelli-Aesse Videoproduzioni
Tecniche: Adriano Antonucci e Raffaele Arru
Liberamente ispirato a “Io, Emanuela, agente della scorta di Paolo Borsellino” di Annalisa Strada, Einaudi Ragazzi Edizioni EL
Durata: 60 minuti
Emanuela Loi sognava di fare la maestra, ma il destino aveva previsto per lei un’altra strada. Così, in un’epoca in cui le donne erano state ammesse da poco in Polizia, lei passò il concorso e, da quel momento, portò avanti il suo mestiere con coraggio, dedizione e senso del dovere.
Fu destinata alla scorta del Giudice Paolo Borsellino e rimase sempre al suo fianco.
La sua vita viene raccontata dall’attrice Eleonora Frida Mino accompagnata da contributi video evocativi quanto suggestivi creati da Giulia Salza: un lavoro di messinscena collettivo, a partire dalla stessa Eleonora Frida Mino insieme a Roberta Triggiani e Raffaella Tomellini, dove la drammaturgia viene contaminata e tradotta in immagini, suoni, spazi, colore.
Lo spettacolo tocca i temi del coraggio e della parità di genere: a partire dalle scelte di vita e affrontando una carriera in un ambito considerato ancora maschile, dove la lotta contro la mafia diventa una guerra per la libertà di tutti.
“Ancora adesso, quando mi capita di aver paura di qualcosa,
mi concentro e respiro a lungo.
Così riesco a controllare la paura:
questo è il vero coraggio, me l’ha insegnato Emanuela”
EMANUELA LOI
(Cagliari, 9 ottobre 1967 – Palermo, 19 luglio 1992)
E’ stata la prima agente donna della Polizia di Stato a restare uccisa in servizio, morta nella Strage di via D’Amelio.
Insignita della Medaglia d’oro al valor civile:
«Preposta al servizio di scorta del giudice Paolo Borsellino, pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva a causa della recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell’ordine giudiziario e delle Forze di Polizia, assolveva il proprio compito con grande coraggio e assoluta dedizione al dovere. Barbaramente trucidata in un proditorio agguato di stampo mafioso, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni.»
A lei sono state dedicate scuole e piazze in tutta la Nazione.
La figura di Emanuela Loi è raccontata rispettando verità e fatti storici, con particolare attenzione sia alle sfumature di giovane donna con un grande amore per la vita, che a quelle della coraggiosa Agente di Polizia.
Emanuela resta sempre ferma al suo posto, come angelo custode del Giudice, ascoltando il grande senso del dovere e operando in base ad un profondo amore per la giustizia.
L’onda mi solleva nel cielo azzurro come un improvviso sorgere del sole.
Un volo senza ali, verso il blu infinto dove brillano le stelle cadenti. Da qui la mia isola pare una terra scagliata al centro del mare. Accarezzo il suo splendore, la voce delle onde, i balli sardi e i miei amori.
