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Venerdì 24 marzo 2017 – Ore 21.00

NERA CHE PORTA VIA

Maniaci d'Amore Carlo Lucarelli

Una produzione Festival Dig / Riccione Teatro / Parmaconcerti

Dove c’è un morto c’è una storia, e lo sa bene la letteratura che, da Fëdor Dostoevskij a Émile  Zola  a Truman  Capote, ha  sempre  attinto  a  piene  mani  dalla  cronaca nera. Ma  ci  sono  tanti  modi  di  raccontare  un  crimine:  alcuni  scavano  in  profondità,  verso  le  ragioni  delle  vite  interrotte, altri restano nella superficie dei corpi violati. “Nera che porta via” è la narrazione di due terribili fatti di sangue che diventa il pretesto per una  riflessione  sul  meccanismo  stesso  della  morbosità, un'indagine  psicologica  sulle  radici  del  male e un esperimento teatrale originale sul confine tra racconto e immersione estetica. Sono  due  storie  con  al  centro  adolescenti. Ragazzi  di  16, 18, 20  anni. Ragazzi  che  hanno  ucciso. Una  sera  d’inverno  del  1975  Doretta  Graneris, una  ragazza  di  Vercelli  di  diciott’anni  e  tre  giorni, andò a trovare i genitori, insieme al suo fidanzato, Guido. Erano gli anni della liberazione dei costumi, delle rivendicazioni delle donne e dei diritti della  gioventù.  Doretta  respirava  quel  vento  nuovo,  voleva  diventare  un’artista  e  vivere  libera.  Quella  sera  i  membri  della  sua  famiglia  erano  intenti  a  guardare  la  televisione, un  varietà  spensierato  con  protagonista  Macario.  Doretta  li  guardava  e  nella  sua  mente  inquieta,  incrinata,  vedeva  un  mondo  vecchio,  opprimente  e  grigio,  deciso  a  spegnere  in  lei  ogni  vitalità. Nessuno scamperà alla furia delle pallottole. 1 Negli  anni  ’90  invece,  nell’hinterland  milanese,  una  compagnia  di  amici,  appassionati  di  death  metal,  inizierà  a  confondere  l’immaginario  di  quelle  canzoni  brutali  per  la  realtà.  Inizierà  a  parlare  di  demoni,  di  riti,  di  sacrifici.  Lentamente  il  gruppo  stringerà  le  proprie  maglie attorno al proprio delirio fino a dar vita alle “Bestie di Satana”. E’ l’inizio di quello che  viene  considerato  dai  media  internazionali  come  il  fatto  di  sangue  italiano  più  atroce  dal  secondo  dopo guerra. Durante  il  lungo  spaventoso processo  che  li  vedrà protagonisti  uno di  loro  dirà “ci volevamo bene come fratelli, suonavamo insieme, eravamo ragazzini, abbiamo finito  per ucciderci tra noi come animali.” Un viaggio  teatrale  su quando si uccide  per non diventare adulti, perché  non si riesce a  provare emozioni o perché il senso della vita è incerto e lontano. In  questa  originale  conferenza-spettacolo,  prodotta  dal  Festival  Dig  e  da  Riccione  Teatro  insieme  a  Parmaconcerti,  i  Maniaci  d'Amore,  coppia  di  attori  e  drammaturghi  formata  da  Luciana  Maniaci  e  Francesco  d'Amore,  dipanano  il  filo  rosso  di  questi  fatti  senza  luce  né  ragione.  E Carlo Lucarelli, grande narratore della metà oscura dell’animo umano, ci guida nel  cuore della nostra passione “troppo umana” per il male. Quanti secoli sono stati allietati dalla passione umana per il morboso?  Per quanto ancora ci terrà compagnia?

Prezzo biglietto: Intero €.13,00  + prev. – Ridotto €.11,00 + prev.

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